CLEMENTINA
CORTE

CLEMENTINA
CORTE

I suoi scatti ritraggono principalmente adulti e bambini di Pettinengo alla fine dell’800 e nei primi decenni del ‘900, quando la comunità residenziale era composta in maggioranza da donne e gli uomini, in gran parte muratori all’estero, non ritornavano in paese che nell’inverno.

“Andarsi a fotografare dalla Clementina era considerata una festa che sottolineava tutti gli eventi importanti della vita.”

Figlia di un notaio, Clementina Corte senza mai allontanarsi da Pettinengo intraprende l’attività di fotografa solamente in età matura, sul finire dell’800, e svolge la sua attività con l’aiuto del marito Giovanni Perino, sarto, nella casa a Ca’ da Rüss (Casa Ruccio) in borgata Gurgo di Pettinengo.

Le persone ritratte sono per lo più operaie tessili: lavoratrici che desiderano essere fotografate nell’abito migliore e che portano a ritrarre i loro bambini per averne un ricordo degno; molte immagini diventeranno foto-ricordo e seguiranno l’emigrante nella sua campagna di lavoro.

L’estrazione borghese della fotografa può essere stato un fattore decisivo per la scelta di un ruolo professionale allora inconsueto per una donna, e si riflette nella composizione e nell’espressione colta delle fotografie e nella tendenza ad elevare i soggetti ad un rango superiore a quello solitamente occupato.

Forse è stata la bellezza di queste fotografie a far tramandare fino a oggi un numero così cospicuo di documenti che costituiscono quasi una monografia col tema dominante della donna interpretata da una donna.

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